Per essere punk non serve che tutto l’amore del mondo.
Reunion di Genialando Minimamente, veduti di striscio da me ancora quasibimbo nel 2001 prima che si lasciassero dopo dieci anni di carriera.
Tornati una domenica di fine settembre 2009 a Rho, cioè da nessuna parte, in un posto che diceva e non diceva, che è quasi esploso dei ricordi di chi c’era, degli occhi di Yuri Beretta alla voce, dell’irresistibile compostezza della band...
L’intensità del perfetto pop - ma grezzo, intenso e poetico - ha regalato uno dei più commoventi e rari gesti di anticonformismo che si possano respirare in questa zona depressa di mondo.
Lorrido

Vogliamo ascoltare sempre la stessa cosa oppure ci piace vedere una minima di dinamica evolutiva?
Qualsiasi risposta voi diate, state mentendo.
Meglio non darla e tenere insieme le cose: i Pearl Jam sono un incredibile corazzata: grossa, lenta, veloce, irresistibile, compatta ma con dentro un mondo.
E’ il miglior songwriting possibile, attualmente, con quegli strumenti in mano.
Ripeto, il miglior songwriting possibile oggi.
Poi possiamo metterci a ragionare sul perché. Ma lo facciamo su appuntamento.
Bene, ora inizino pure i detrattori dicendo che fan cagare (sempre) o gli amatori che dicono che son (sempre) fighi.
Perché di opinioni sui PJ, vie di mezzo non ce ne sono.
E loro non ne danno, essendo i Migliori.
Lorrido